Chiesa della Madonna Immacolata

Tipologicamente questa chiesa rientra nello schema degli edifici confraternali tipici del seicento gallipolino

Facciata

Scheda di dettaglio

Sull'antica via Racale, detta pure, già nel seicento "delle case nuove", verso gli anni settanta del sec. XVII fu, dall'omonima confraternita, costruita la chiesa dedicata all'Immacolata come segno della pietas tavianese nei confronti dei francescani che questo culto promossero, sul luogo di un'antica cappella.

Era ancora in costruzione il 1680. Tipologicamente questa chiesa rientra nello schema degli edifici confraternali tipici del seicento gallipolino: aula unica coperta a volta con due accessi in facciata e finestrone con grata lapidea traforata. Il 1678 la chiesa era tuttavia officiata e possedeva soltanto l'altare maggiore che fu ricostruito in sontuose forme barocche il 1724, affiancandolo da due porte laterali, che conducono alla sacrestia, sormontate da due nicchie che ospitano le statue lapidee e policrome di S. Giuseppe e di S. Domenico.

Nella seconda metà del '700, analogamente a quanto avveniva per le strutture confraternali gallipoline, sia l'esterno quanto soprattutto l'interno furono completamente trasformati. La rettangolare facciata inquadrata da paraste laterali mantenne la sua configurazione ma tutte le sue componenti furono "aggiornate" da una leggera ma vaporosa decorazione rococò a stucco; sui due portali, al di sotto del finestrone, furono realizzate a rilievo le tre croci del Calvario. L'interno fu completamente stuccato e ornato di numerose tele con cornici miste fin sulla volta. Secondo un ciclo iconografico complesso ma assai comune nella decorazione pittorica della seconda metà del '700, sui muri laterali furono disposte otto grandi tele, quattro per parte. Il primo gruppo comprende i profeti Baruc, Ezechiele, Isaia e Geremia sicuramente di mano del pittore di Muro Liborio Riccio (1720-1785), nello stesso tempo attivo a Gallipoli.

Il secondo gruppo, della bottega del medesimo pittore, comprende i seguenti episodi della vita della Vergine: l'Assunzione, l'Epifania, la Visitazione e la Presentazione della Vergine al Tempio. Le tele della volta, di minori dimensioni, rappresentano un Angelo col calice, Giuditta, il Trionfo di Giuditta (al centro della volta) e un Angelo in corrispondenza dell'altare maggiore, ai cui lati, in alto, nelle lunette, furono collocate le tele raffiguranti il Sacrificio di Abramo e Abramo tra gli Angeli, sicuramente del Riccio.

Interessante è inoltre la settecentesca lignea cantoria (1773) dell'organo collocata sulla controfacciata, realizzata da maestranze di Gallipoli. La chiesa è ancora officiata dall'omonima Confraternita.

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