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Periodo: (1885 - 1971)
Guido Scategni, nato il 23.5.1885 e morto il 07.02.1971 a Taviano. Il suo nome non fu mai pronunciato per intero, fu sempre per tutti “don Guido”.

Un personaggio eclettico, che ebbe dalla sua i segni dell’artista e dell’inventore. Ideò e progettò un forno a forma sferica e calotta semipiatta: prese parte a un concorso nazionale per la realizzazione di un aggancio automatico dei vagoni ferroviari, che riscosse ampi consensi; vinse un concorso a Piedimonte d’Alife in provincia di Caserta, come direttore dell’impianto elettrico. Questo è solo una piccola parte di quello che riuscì a fare con «la lima, l’incudine e il martello (che9 gli appresero la gioia del creare», come scrisse di lui nel 1959 Martino Abatelillo.
Nel 1908, alla notizia del terremoto di Messina, raggiunse la città, dove rimase per sei mesi, prestando da volontario la propria opera di elettrotecnico per il ripristino della rete.
Nel 1909 emigrò in America, dove lavorò nell’impresa dell’ingegnere Di Lullo e all’arsenale militare di Buenos Aires.
Rientrato a Taviano dette vita, nel 1912, insieme ad un piccolo gruppo di artigiani tavianesi, alla Società Operaia di mutuo soccorso “G. Garibaldi” della quale fu presidente effettivo fino al luglio del 1926 e nella seduta del 22 dicembre 1958 nominato presidente onorario a vita. Di questa sua creatura lo stesso Martino Abatelillo ha scritto: «La “G. Garibaldi” non è un semplice luogo di ritrovo o un circolo ricreativo, ma la grande famiglia dei lavoratori di Taviano, la scuola di solidarietà, la loro forza sempre viva e crescente per le lotte civili del nostro Comune».
All’atto della fondazione chiese e ottenne dal Sindaco la cessazione della disparità di trattamento tra ricchi e poveri, che fino ad allora aveva portato all’ingresso delle salme dei poveri al Cimitero attraverso la porticina che si trovava sul retro, mentre ai “ricchi” era riservato il portale della facciata. […].
La intitolazione di una strada al suo nome comporta il duraturo omaggio all’uomo che eccelse nell’arte del creare, si distinse nell’opera di volontariato, si impose come spirito libero.
 

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