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Centro storico

Categoria Il centro abitato

Nel comune di Taviano è presente un centro storico abbastanza compatto ed omogeneo, con strade strette e isolati che presentano una tipologia edilizia molto semplice, tipica del Sud Salento.

Le case, infatti, hanno poche aperture, di solito la porta di ingresso e la finestra con cornici e modanature molto semplici, e pochi balconi. Le coperture di queste semplici abitazioni, spesso solo a piano terra, sono costituite da volte tipiche salentine: la volta a “stella” o “spigolo” e la volta a “squadro”, mentre raramente abbiamo le volte a “padiglione”, più adatte a coprire vani ampi.

In alcuni casi si nota la presenza di vecchie abitazioni con copertura a falde inclinate che hanno utilizzato il sistema costruttivo dell’ “incannucciata”. Si tratta in pratica di un controsoffitto realizzato con cannucce o stuoie, fissate ai travetti dell’orditura del solaio, che venivano successivamente intonacate con uno strato di malta di gesso e un successivo strato di malta comune.

Oltre a questa tipologia con case affiancate e l’ingresso diretto dalla strada, esiste, ed è abbastanza diffusa, la tipologia a “corte”, caratterizzata da un ingresso ad arco o a volta dalla strada in un cortile di forma quadrangolare, da cui si accede alle singole abitazioni; il cortile era uno spazio semi-pubblico con il pozzo, la pila in pietra, pavimentazioni in battuto, ecc… Sempre dall’interno del cortile era possibile accedere alle terrazze con scale in pietra incorporate nelle costruzioni, presenti solo nella parte superiore per cui c’era la necessità di aggiungere una scala a pioli da addossare alle pareti. Questo espediente impediva agli estranei l’accesso alle terrazze, spesso utilizzate per essiccare il cibo (i pomodori, i fichi, ecc).

Tipico di questa tipologia abitativa (la corte appunto) è il “mignano”, di cui a Taviano abbiamo qualche esemplare. Il “mignano” è l’affaccio sulla strada meno noto del balcone; lo troviamo soprattutto lungo le strade principali, sui percorsi matrice, quasi a voler competere con le più ricche balconate.

L’affaccio sulla strada permetteva di partecipare ai grandi avvenimenti cittadini, soprattutto alle processioni religiose, quando proprio dal mignano si esponevano le coperte e le tovaglie più belle, drappi colorati e i pezzi più pregiati avuti in dote, e dal mignano si gettavano fiori al passaggio dei Santi e di autorità laiche e religiose. Da questi affacci le classi sociali più modeste potevano partecipare con discrezione agli avvenimenti mondani che si svolgevano nella strada, ammirando le ricchezze dei costumi e delle carrozze.

Le abitazioni del centro storico presentano un diffuso stato di degrado, anche perché spesso sono state abbandonate per case più comode altrove. Troviamo intonaci staccati, diffusa umidità sui muri, sostituzione di infissi in materiale diverso da quello originario, ecc… Il Comune comunque ha affidato sin dal 1980 l’incarico di redigere un Piano di Recupero, volto a preservare le tecniche locali, gli elementi architettonici particolari quali, i “mignani”, ecc.., testimonianze di un modo di vivere semplice, ma tipico del posto.

Tale Piano di Recupero, redatto nel 1998, suddivide l’intero centro storico in nove isolati all’interno dei quali individua delle corti variamente orientate, attorno a cui si dispongono gli edifici. “Dalle figure allegate si può notare come molto spesso le strade si incuneino nell’isolato trasformandosi in vicoli ciechi che danno al paese una conformazione simile a quelle delle città con tessuto a “cul de sac”di influenza islamica. La trama viaria è orientata in direzione N-S, con conseguente minor apporto della radiazione solare invernale con temperature più basse in inverno e più alte in estate. Questo orientamento permette al vento di scirocco (S-E) di incunearsi nelle strade e non costituisce elemento di protezione dal vento freddo di tramontana (N)”.

(Dal libro “Progetto Ecocanoni. Principi formativi e tecniche di recupero in edilizia “)

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