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Usi e costumi

Foto in bianco e nero di un carrettiere

C'era una volta... il Carrettiere

Il Carrettiere ha perduto da tempo carro e cavallo e tira i suoi giorni nei ricordi.

Vecchio ormai e non più in tempo per cambiare mestiere, ha tirato fino agli anni 60: ormai sulle strade asfaltate si rincorrono veloci camion, motocarri e trattori, tutto meccanizzato... e quasi tutto disumanizzato. Il mondo è cambiato e per molti aspetti con soddisfazione, ma il mondo passato merita pure di essere conservato alla memoria.

Vorrei riprendere il carrettiere, "trainiere" dal vivo, così com'era, con quel suo fare spavaldo, allegro, talvolta canzonatorio.A ben pensare, il suo mestiere non era come tutti gli altri. Egli non era un artigiano, non un contadino, e non...

Foto in bianco e nero di un contadino

Il contadino (U furese)

Vi è un libro di Martino Abatelillo – STORIA DI CONTADINI – pubblicato postumo nel 1973, che narra "storie vere, vicende vissute, fatti realmente accaduti, persone e cose e modi di vita di un tempo che ormai non c'è più, il tempo che forse chiamiamo della "Civiltà contadina".

Non è facile illustrare in un modesto articolo un così complesso argomento e solo provarci è forse presunzione. Tant'è.

Per generale accezione "u furese" era soprattutto il bracciante, colui che lavorava "a giornata" e zappava la terra, alle dipendenze saltuarie di un " proprietario". Il suo salario era molto basso. Si diceva "furese" anche colui che, possedendo...

Utensili presenti all'interno del museo

Il Museo della Civiltà Popolare Contadina di Taviano

La ricchissima raccolta di oggetti, attrezzi, utensili usati dai nostri nonni (trent'anni di paziente e appassionata ricerca) costituisce un patrimonio storico – culturale e la realizzazione a Taviano del "Museo della Civiltà Popolare e Contadina".

Il progetto è stato elaborato ed ultimato grazie all'impegno del Ragioniere Antonio Palamà, del Geometra Alfredo Ingrosso e con la collaborazione di tante altre persone.

La sede che ospita il Museo è la casa signorile offerta dal farmacista Dr. Angelo Maria Zompi in via Rodolfo D'Ambrosio.Alla presenza di amministratori locali, autorità civili e religiose, e di tanta bella gente, quindi, ha avuto luogo la...

Foto in bianco e nero di soldati che vanno in guerra

Il soldato Propotapa Carmine, un tavianese caduto in guerra

L'aurora del terzo millennio si tinge di sangue. Le speranze di pace dell'umanità intera sembrano soffocare nel rogo atroce della barbarie. E' la Prima Guerra Mondiale (1915-1918).

Quante sofferenze patite, quanti atti di eroismo compiuti, quante vite immolate, per costruire un mondo migliore, rispettoso dei valori universali.

Nella grande guerra del 1915-18 molti tavianesi furono chiamati alle armi, lasciarono la famiglia, il lavoro, la terra assolata del Salento e andarono lontano a combattere per la Patria. Partivano al fronte male equipaggiati e restavano lontani...

Foto in bianco e nero di pupi siciliani

Il teatro a Taviano dal 1920 in poi

Un giorno d'inverno, arrivò a Taviano un signore allampanato, vestito di nero, cieco di un occhio, un siciliano dalla voce roca: Don Emilio Musmeci.

Portava con sé fondali arrotolati e cartoni dipinti e una teoria di "PUPI", alti oltre un metro, cavalieri e dame, luccicanti di corazze e di schinieri, di elmi, di scudi e di spade. Portava il "TEATRO DELLE MARIONETTE" con i "PUPI" siciliani, quelli che oggi si vendono come souvenir, essendo oggetti tipici dell'artigianato.

Don Emilio si installò nel teatro Colonna, ne modificò la loggia e il palcoscenico, sul cui boccascena dipinse di sua mano il ritratto di Giovanni Grasso in onore del più grande rappresentante dell'Opera dei Pupi e dal quale si considerava...

Come eravamo... (la voce del passato)

Ogni nonno, che si rispetti, vive di ricordi del paese "di allora", della gente di prima, di ciò che è stato.

Ed è proprio il paese degli anni Venti e Trenta il più raccontato, quando la povera gente accettava fatiche e privazioni, quando c'era una diffusa arretratezza economica e ambientale, quando gli uomini d'estate si stendevano sull'uscio di casa per rinfrescarsi fino alle prime luci dell'alba, per poi prendere l'asino o la capra e andare in campagna, fino a sera.

Nel frattempo, donne e fanciulle coglievano i fichi che nelle sere di settembre finivano nei forni dei paesi per essere cotti: erano il pane dei poveri o il premio per i ragazzini in cambio di lavoretti, come andare alla fontana per riempire le...

Il matrimonio di una volta

Nonostante miseria, ingiustizia e privazioni, l'amore sbocciava come freschi boccioli di rosa in primavera, ricco di incontri segreti e serenate al chiar di luna, accompagnate dal dolce suono del mandolino:

"Raggio di luna, sveglia la mia bella
e dille che per me è una stella,
dille che per lei palpita il mio cuore
e non c'è cosa più grande del mio amore!"

Solo dopo che il parroco si accertava dei sentimenti dei due giovani, il giovane innamorato si recava a casa della ragazza per chiederne la mano ai genitori. Erano poche le volte in cui i genitori acconsentivano, ma quando accettavano, iniziava...

Salento Anni '50 (Un Natale di tanti anni fa)

Nella sala del vecchio palazzo adibito a scuola elementare, i bambini ben allineati guardavano con occhi ansiosi la porta del cortile. I maestri, in gran fermento, controllavano ogni cosa; i musicisti accordavano gli strumenti, le autorità, comodamente sedute, si scambiavano convenevoli. Una maestra, per l'ennesima volta, passò in rivista i bambini.

Quel giorno tutti indossavano la divisa, grembiule nero e colorato, e tutti avevano le scarpe ai piedi. Improvvisamente, dal cortile giunse correndo il bidello:- Sono arrivati! – gridò.

E l'eccitazione dilagò tra i muri scrostati e gli affreschi sbiaditi. Nel silenzio generale entrò la Radio Squadra. A quel tempo la RAI mandava in giro per le scuole una squadra di tecnici per registrare e trasmettere "le voci" degli scolari...

Un vecchio scolaro ricorda il suo maestro

Se mi fermo a pensare a quando frequentavo la scuola elementare, provo un senso di commozione per quella realtà vissuta e che oggi mi appare tanto evanescente quasi come se fosse un sogno, i ricordi e i sentimenti più dolci che ho vissuto. Oh!la scuola elementare dei miei tempi...

Essa agiva in un ambiente paesano molto povero, anche se a volte aveva un certo decoro, e ristrettezze e privazioni erano considerate fatalistiche e ineluttabili. L'analfabetismo era conosciuto da tutti e la scolarità era molto scarsa, anche se l'istruzione già da allora era obbligatoria; i ragazzini erano anche loro soggetti attivi del mondo del lavoro e dovevano contribuire a mantenere la famiglia, molto numerosa.

Infatti loro dovevano guadagnarsi il pane, e la scuola non dava pane. A Taviano non c'era un edificio scolastico e si faceva scuola in aule sparse nelle diverse vie del paese, mentre le classi erano molto numerose. I servizi igienici erano...

Le suore di Taviano

Vivono in mezzo a noi con discrezione, con umiltà, con laboriosità: la loro presenza è testimonianza di autentica carità cristiana, per tutti sono le "suore".

Siamo talmente abituati ad averle a disposizione della comunità, che ci sembra che ci appartengano. In realtà, esse sono a Taviano da 72 anni e fanno parte della storia del paese. Si chiamano "Discepole di Gesù Eucaristico". Fanno parte di una congregazione religiosa, che ha legami profondi con il nostro paese.

Dapprima, in una stanza in Via Roma, riunirono parecchi bambini sotto la guida della maestra Previtero; in seguito, tramite il podestà Ferruccio Piccinni, si rivolsero alle suore salesiane prima e alle figlie di Sant'Anna poi, perché era...

Fattucchiere e maghi: tradizioni popolari o una moda?

Le statistiche affermano che molti si rivolgono a maghi e a fattucchiere per trovare la soluzione ai più svariati problemi. Essi vengono chiamati i "samaritani dell'occulto" e ultimamente la loro pubblicità compare pure in TV.

È superfluo sottolineare che queste prestazioni esoteriche si devono pagare ed anche profumatamente. Quello che più meraviglia è il notevole numero di persone che, pur definendosi cristiane, alternano con disinvoltura la partecipazione alla Santa Messa con quella ad una seduta spiritica.

Anche nel nostro paese le sedute spiritiche sono una consuetudine, per fortuna non in tutte le famiglie. Purtroppo, i problemi che ognuno di noi incontra sulla propria strada sono innumerevoli, alcuni si tramutano in fardelli estremamente...

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